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Archivio Giugno 2005

Spagna, via libera ai matrimoni omosessuali

30 Giugno 2005 7 commenti

Via libera definitivo alla legge che legalizza i matrimoni tra persone dello stesso sesso equiparandoli a quelli tra eterosessuali. Le coppie omosessuali potranno anche adottare bambini. Un provvedimento osteggiato dalla Chiesa che ha profondamente diviso la società.
L’idea della laicità dello Stato ha avuto la meglio e così la cattolicissima Spagna è diventato il quarto Paese – dopo Canada, Belgio e Olanda – a consentire per legge le unioni matrimoniali tra persone dello stesso sesso.

fonte
www.repubblica.it
www.corriere.it

Come la vedete voi Napoli?

28 Giugno 2005 2 commenti

Una volta, quando frequentavo Napoli saltuariamente, ero innamorato pazzo di questa città.
Era tutto bellissimo, i colori, i suoni, le urla per non parlare delle ragazze.
Adesso non è più così.
Mi sono bastati pochi mesi per passare dall?amore all?odio. Ho capito che un conto è venire a fare il turista e un conto è vivere qui a Napoli.
Non mi va di fare un elenco sulle cose che non vanno ma, tra le tante, io non riesco a sopportare l?indifferenza dei suoi abitanti e il fatto che l?eccezionale qui è la normalità.
L?altro giorno mi sono imbattuto in questo articolo.

Con Napoli vinciamo (oppure perdiamo) tutti
Beppe Severgnini

A Napoli dovrebbero mettere una tassa sui commenti: chi arriva da fuori e tenta di spiegare quel che vede, paghi. Una tassa leggera per le critiche frettolose, che vanno trattate con indulgenza: una città con un aeroporto quasi britannico, una metropolitana un pò tedesca e strade molto mediterranee dove i motorini corrono come in un videogioco, confonde le idee.
Una tassa più pesante, invece, sui complimenti: come altre città fascinose e manomesse, Napoli è vittima dal folklore consolatorio. Ogni volta che sento una milanese o un romano cinguettare in televisione «Viva Napoli e il Vesuvio!» penso agli amici napoletani furibondi. Vogliono consigli per arrivare a una città utilizzabile, non generica adulazione: che sa di cautela ipocrita, e non porta a niente.
Per evitare tasse e figuracce, dico solo: nel resto d’Italia non ci rendiamo conto di cosa sta succedendo qui a Napoli. Tredici rivolte contro la polizia in cinque mesi: l’ultima è accaduta in città (piazza Ottocalli), non nella periferia di Scampia. L’assessore alla sicurezza (!), Nicola Oddati, rapinato della Renault Scenic da quattro ragazzi armati di pistola: alle dieci di zera, a Fuorigrotta, dove la gente passeggia e lecca il gelato. L’omicidio Giuliano, qualche mese fa, è avvenuto a via Tasso, salita borghese verso il Vomero, non in qualche discarica di Casoria. Le ragazzine di buona famiglia, belle e sorridenti, giravano intorno alla macchia di sangue quando attraversavano la strada per andare a scuola.
Non ci vuole un genio – basta perfino un giornalista – per capire che il cerchio si sta chiudendo: il centro di Napoli sta conoscendo i drammi delle periferie, e fra poco non ci sarà più un posto dove scappare. Anzi, uno c’è: il sobborgo elegante, blindato, protetto. E’ la via che hanno scelto a Buenos Aires, a Rio de Janeiro, a Mosca, a Los Angeles: davanti all’avanzata della violenza, si scappa e ci si barrica. Spero che i napoletani non cedano a queste tentazione, che è comune a molti connazionali. Le violenze sulle ragazze (a Milano, a Bologna) non procurano solo inevitabile angoscia e battute inutili di Calderoli: prima o poi spingeranno qualcuno a pensare: «Armiamoci! Barrichiamoci! Lasciamo che i disperati, indigeni o d’importazione, s’ammazzino tra loro nel ghetto che avanza!». Così hanno fatto nelle città brasiliane, nella capitale argentina o russa, e in tante metropoli americane. Una ritirata tattica, insomma, dopo aver ceduto il territorio. Ma è una soluzione pessima e miope: il territorio non si molla. Si difende.
L’Italia non è un paese magnifico solo perché ha i dipinti di Giotto nelle chiese: piace – a noi, agli stranieri – perché funziona secondo l’assunto di e-Bay (fatevi spiegare dai figli cos’è): «Tutti sono buoni, fino a prova contraria». E buoni e fiduciosi siamo davveri: anche i furbi tra di noi, davanti a una richiesta d’aiuto per strada, sorridono e non si tirano indietro. Credete a uno che gira molto: tanti americani, molti russi, troppi argentini e parecchi brasiliani hanno smesso di sorridere. Noi sappiamo farlo, perché – per adesso – sappiamo ancora stare insieme: nelle piazze e nelle vie, nelle scuole e negli ospedali, perfino negli stadi (deficienti permettendo). Non è socialismo; è una conquista sociale, e possiamo andarne orgogliosi.
I napoletani non mollino, e noi aiutiamoli a non mollare. Perché quello che succederà qui, accadrà nel resto d’Italia. Si vince o si perde tutti insieme. E questo, nella tragedia, è un bene.

Dal Corriere della Sera – 23 giugno 2005

Mamma mia che caldo!!

27 Giugno 2005 8 commenti

Fa un caldo pazzesco!
Invece di stare qui a lavorare, o meglio, a postare parole e frasi sul blog il più delle volte sensa senso, dovremmo stare tutti sulla spiaggia.
I nostri giorni stanno quasi per finire (intendo giorni lavorativi) ci possiamo quindi preparare per le meritate vacanze.
Dove si va quest’anno?

PS mi raccomando, prima di partire non dimenticate di portare i vecchi nei supermercati. Seguite i consigli degli esperti. Tra l’altro quest’anno è ancora più necessario: stanno al fresco e, se spendono qualcosa, danno una mano anche alla nostra disastrata situazione economica.

Vogliamo diventare grandi?

22 Giugno 2005 25 commenti

Il fenomeno dei blog è scoppiato in rete. Le comunità virtuali crescono e impazzano sul web. Nel blog si scrive di TUTTO e TUTTI possono scrivere. Uno dei maggiori esempi di democrazia.
Noi non potevamo rimanere indifferenti a tutto questo.
Eccolo qua il nostro blog che inizia a prendere corpo.
Pochi giorni fa pensavo di chiuderlo, oggi invece conto i post e penso: andiamo avanti ancora un po?, vediamo che succede.
Succede che siamo piccolini, dobbiamo crescere e DIVENTARE GRANDI.
Ragazzi, è il momento di allargare la comunità.
Il problema è che non abbiamo i mezzi tecnici per farlo. Senza un dominio non possiamo registrare il nostro indirizzo nei motori di ricerca per farci pubblicità.
La Direzione (che sarei io) però, ha imparato a fottere il sistema e, con questo post, chiede il vostro aiuto.
Bene, avete una rubrica con le mail dei vostri amici? Credo di si. Allora se siete d?accordo dobbiamo inventarci un messaggio e spedirlo a tutta la rubrica. Ho fatto questo ragionamento: ne siamo 13 e ognuno di noi ha 10 indirizzi in rubrica (mi sono mantenuto basso). Una volta spedito il messaggio 130 persone sapranno del nostro blog. Poi possiamo anche crescere ancora chiedendo loro di fare pubblicità.
Prima però dovremmo assegnarci i ruoli. Non scherzo quando dico di formare una vera e propria ?società virtuale? che faccia da propulsore di idee. Mettiamo in conto anche di inventarci un nome e cambiare l?indirizzo. Non ci vuole niente solo una registrazione che posso benissimo fare a mio nome.
Iniziamo a postare qua sotto le opinioni, vediamo un po? cosa succede.
Certo, messo così somiglia molto all?ormai tristemente famoso ?project work? di Giugliano, spero però non faccia la stessa pessima figura.

questa l’ho fatta io!

21 Giugno 2005 1 commento


Non so perchè ma domenica si è risvegliato il tifoso che da anni dormiva.
Il problema è che è durato poco.
Mi consolo con questa chicca che offro anche a voi.

opinioni in libertà

21 Giugno 2005 80 commenti

Postate in questa sezione il vostro odio per qualcuno o per qualcosa.
Dite la vostra sulle storture della società, della vostra città o paese, del sistema e delle persone che vi circondano.
Sfogatevi e dite tutto quello che avete in corpo.
Prometto di non censurare niente.
E, come ha detto quella mortadella di Prodi, ci divertiremo…

sezione CSR

14 Giugno 2005 47 commenti

le vostre impressioni sulla Responsabilità Sociale e oltre

referendum

8 Giugno 2005 Commenti chiusi