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Archivio Gennaio 2006

Nelle paludose acque della musica italiana

30 Gennaio 2006 1 commento


Che i tempi cambiano (in peggio) si vede anche dalle canzoni e dai cantautori. Pino Daniele ad esempio. Le ultime canzoni sono al limite della decenza. Anzi no, mi correggo, sono indecenti.
Qualità zero soprattutto riguardo i testi.

Secondo me, quello che passa la radio è l’ex Pino Daniele. Questo tale, che una volta era Pino Daniele, è un qualcosa di molto costruito a tavolino. Canta cose che non vengono più dall’anima. In più, sempre questo tale, ha il coraggio di spacciarsi ancora come interprete della cultura mediterranea.
Io ho ancora i brividi se penso al quel tour con Pat Metheny. Cava dei Tirreni ? settembre 1995, se non sbaglio: il più bel concerto della mia vita.
Non mi spiego, o meglio, non accetto il fatto che quello che continua a spacciarsi per Pino Daniele abbia quasi totalmente smesso di scrivere e cantare testi in dialetto napoletano.

La radio passa, in questi giorni, la sua ultima creazione musicale: “narcisista in azione”. Fa pena già il solo titolo.
Forse, come Narciso, incantato dalla propria immagine riflessa nello stagno del panorama musicale italiano, si consuma d’amore per se stesso. E così, come la figura della mitologia greca, anche l’ex Pino Daniele muore annegato nelle paludose acque della musica italiana più impresentabile.

Un’illusione che non fa mangiare

26 Gennaio 2006 3 commenti


Non si scherza con le illusioni. Abbiamo la necessità urgente di entrare nel mondo del lavoro per realizzare i nostri sogni. La formazione, quindi, è fondamentale per la nostra crescita. Non ci fermiamo alle lauree (chi ce l?ha), ci spingiamo oltre e così paghiamo somme insostenibili per master vari. Ne consegue una mercificazione dei master spaventosa.
Provate a ricercare “master” su Google. Il risultato? 409 milioni di siti che parlano di questa illusione.
Ma alla fine cosa producono questi master? Saperi specialistici a soggetti precari, ricattabili, privi di diritti e di forza contrattuale che ora come ora sono destinati ad essere sfruttati e sottopagati da un sistema che se ne fotte della specializzazione.
Anche io sono caduto nella trappola mastericida. Insieme ad un piccolo gruppo ho frequentato un master in responsabilità sociale d’impresa. Lo so, anche voi avete detto: e che è?
Non sto qui a spiegare cos’è e cosa ho imparato. Ho capito solo che la responsabilità sociale è un’illusione, appunto.
In questi giorni ci è arrivata la pergamena.
Ecco il resoconto di una di noi.

Non so voi, ma io ho appena ricevuto il mio attestato di master con una cerimonia più che mai degna dell’evento: il vento che mi sbatteva a destra e a sinistra mentre cercavo di arrivare alla cassetta delle lettere; la chiave che mi cadeva di mano e andava a finire nell’aiuola di piante grasse (mia madre va matta per le piante grasse!); il plico che non voleva uscire dalla buca malgrado il postino, non curante della scritta in stampatello “NON PIEGARE”, ne avesse fatto praticamente un cappellino da muratore (un segnale???).
Guest star della cerimonia: Lola, la mia cagnolina, che mi “zompettava” intorno.
Forse pensava che quella cosa che avevo in mano si mangiasse…eh no, cara Lola, è un attestato questo: non si mangia e…non fa mangiare!!! (ahimè!)

Complimenti ed auguri a tutti.
F.

Il grande freddo

24 Gennaio 2006 2 commenti


Fa freddo e nevica. Se guardo fuori dalla finestra è tutto bianco. Non c’è da essere felici in quanto dobbiamo congelare. Lo ha detto quel genio del ministro delle attività produttive Claudio Scajola.
Il ministro (io me lo ricordo in altri infelici momenti) si appella ai consumatori italiani per risparmiare gas ed elettricità.
E, tanto per non restare nel vago, ci fa un elenco di cose da fare. In neretto le cretinate più indecenti. Leggendo vi accorgerete anche voi che alcune cose offendono la nostra intelligenza.

1) RISPARMIO GAS RISCALDAMENTO: non coprire termosifoni, regolare la temperatura non sopra i 18-19 gradi, tenere le finestre chiuse quando è acceso il riscaldamento, spegnere l?impianto quando a casa non c’è nessuno, usare i paraspifferi, fare controllare le caldaie.
2) RISPARMIO GAS IN CUCINA: mettere le pentole su fuochi di dimensione proporzionata, usare i coperchi durante la cottura, spengere un po? prima della fine della cottura, utilizzare pentole a pressione.
3) RISPARMIO ENERGIA PER ACQUA CALDA: preferire doccia a bagno, se possibile installare pannelli solari, in caso di scaldino elettrico regolare temperatura non oltre 60 gradi.
4) RISPARMIO LUCE: non tenere accese lampadine quando non servono, sostituisci lampadine a incandescenza con quelle a basso consumo.
5) USARE RAZIONALMENTE FRIGO: non abbassare temperatura sotto i 3 gradi, non aprirlo inutilmente, sbrinarlo regolarmente, non metterci dentro cibi caldi, non riempirlo troppo.
6) USO RAZIONALE LAVATRICE: avviarla solo a pieno carico, non lavare oltre i 60 gradi, pulire regolarmente il filtro.
7) USO RAZIONALE LAVAPIATTI: avviarla a pieno carico, spengerla quando inizia il programma di asciugatura, fare cicli lavaggio a basse temperature, pulire il filtro.
8) USO RAZIONALE FORNO: usarlo alla giusta temperatura, effettuare il preriscaldamento solo quanto necessario, evitare funzione Grill, non aprire frequentemente durante la cottura, spengerlo prima della fine della cottura.
9) PREFERIRE FORNO A MICROONDE: consumano circa la metà dei forni elettrici tradizionali.
10) RISPARMIA LUCE SI TV, VIDEOREGISTRATORI ETC: quando non si usano, vanno spenti usando il pulsante principale. La luce rossa di stand-by non va lasciata accesa.

Vorrei dire al ministro Scajola che io e la mia famiglia queste cose già le facciamo da un pezzo. Aggiungo che paghiamo profumatamente le bollette per quello che consumiamo.
Siamo nella merda. Tra l’altro, come dice oggi il manifesto, tutti sanno che tra le fonti di calore la più naturale è proprio il letame.

Ps un altro genio è l’assessore alle attività produttive della Regione Campania. Ha risposto ad una mia mail su delle questioni che riguardano la mia terra. Lo avevo accusato di pensare poco alle aree interne della regione. Lui ha detto che non è assolutamente vero. Lo dimostra il fatto, parole sue, che è venuto a ritirare un premio e a mangiare torroncini a San Marco dei Cavoti prima delle feste di fine anno. Il riconoscimento gli è stato assegnato per tutto quello che ha fatto per il settore dolciario durante la sua attività di assessore. Cioè niente. E’ stato nominato da poco più di sei mesi e i torroncini sono buoni e conosciuti oramai da un secolo. Sarà.

Odiose conversazioni

17 Gennaio 2006 6 commenti

Non ci sono più le mezze stagioni e domani è un altro giorno. E poi, comunque, non è mai troppo tardi. A parte che l’amore non ha età ma, oltretutto, la prima volta non si scorda mai e ogni lasciata è persa. Ricorda: l’amore è cieco e prima o poi arriva. L’importante è essere belli dentro.

Gli italiani li trovi dappertutto. Tutto il mondo è paese. Gli extracomunitari rubano il lavoro ai nostri figli. Premetto, però, che non sono razzista. E della politica ne vogliamo parlare? I politici sono tutti ladri.
Il fatto è che i giovani d’oggi hanno tutto, per questo si drogano. I giovani di oggi sono tutti drogati.
E le donne maturano prima degli uomini. Però, se non la danno non arrivano da nessuna parte.

Il lavoro poi. Non esiste più il posto fisso e, ricorda, gli statali non lavorano. Tra l’altro, oggigiorno senza una laurea non vai da nessuna parte. Non ne parliamo dei concorsi: è tutto un magna magna! I concorsi sono tutti truccati.

La palla è rotonda e la Juve paga gli arbitri.

Questa è il modello di pensiero dominante. Spesso, causa lavoro, mi trovo a discutere con svariate tipologie di persone di varia estrazione sociale. Noto, tristemente, che più hanno delle responsabilità, anche politiche, e più si esprimono così. Odio queste conversazioni e odio ancor di più le persone che parlano con i luoghi comuni.

Io tifo per…

11 Gennaio 2006 3 commenti


I Ds sono sotto accusa per aver fatto il tifo nella scalata Unipol su Bnl. Secondo me hanno commesso un grave errore politico. I motivi sono svariati e non possono essere trattati in un post. Mi limito solo a prendere atto delle loro coraggiose prese di posizione pubbliche.
Non mi sento, quindi, di solidarizzare con loro. Al massimo posso tifare anch’io per qualcosa e qualcuno.

Tifo per le cooperative, per la loro storia e per tutto quello che hanno fatto e che fanno ancora per i soci. Tifo per Unipol che è la mia assicurazione. Tifo perché rimanga tale. Non mi serve una banca per assicurare la mia auto. Tifo per chi combatte il moralismo praticando la moralità. Tifo per chi lavora nel sociale. Tifo anche per chi nel sociale non lavora ma fa tanto per gli altri (e non lo dice). Tifo per l’energia pulita e per una riduzione del consumo energetico. Tifo per la banca, quella Popolare Etica. Tifo per la questione morale. Tifo per chi cerca di fare un po’ di politica in una società che ha voglia solo di affari. Tifo per chi si oppone in quest’epoca dalle passioni tristi.

La Befana che non arriva

6 Gennaio 2006 5 commenti


Una volta arrivava qualcosa. Dolci, soldi anche cenere e carbone. Oggi niente. Ho aspettato fino a quest’ora ma niente. Pazienza. Forse non devo aspettarla più questa Befana.

In compenso ho un raffreddore forte e una tosse fastidiosa. Ho sperimentato una nuova medicina. Una scatolina con delle pillole di diverso colore: bianche per il giorno, blu per la notte. Me l’ha portata quella befana della mia farmacista, direttamente a casa. Ho preso appena due pillole e già sto meglio. Che donna la mia farmacista!

Le devo chiedere se ha anche qualcosa per le bugie. Non so, una pillola per quelli della Regione Campania che dicono di non aver avuto pressioni sulle nomine dei manager alle varie Asl. Una pillola, o una flebo, a Bassolino per farlo tornare com’era una volta.
Un’altra pillola contro l’imbecillità dei Ds che continuano a dire che non c’entrano niente con l’affare Bnl e con la cricca di malfattori coinvolti nella bancopoli.
Pillole a volontà per le società che selezionano personale perché non prendono mai in considerazione il mio ricco curriculum. E poi… la lista è lunga. Sono consapevole di chiedere troppo. Mi fermo qui.
Tra l’altro non so nemmeno come chiudere questo post che non avevo voglia di scrivere.