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Archivio Giugno 2006

E’ tutto troppo uguali a ieri e domani sarà lo stesso

30 Giugno 2006 5 commenti

Si va avanti per inerzia, proibita ogni forma di superbia. Sudo e piedi scalzi sotto la scrivania. Caldo.
Bruciano i sogni di gente appassionata ad un gioco, quello che era detto “il più bello”. Truffe che scottano come sabbia al mare.
Il sole brucia. E non è l’unico. A fuoco lento brucia anche il governo perchè stenta a fare quello che ha promesso. Intanto giocano con la Costituzione.
E Gaza brucia. Brucia di rabbia ma nessuno ci mette le mani. E via al fuoco militare, unica ossequiosa presenza, unica soluzione. La pace è rimandata.

Ma oggi non c’è spazio per queste cose. Sono scene troppo uguali a ieri e domani sarà lo stesso. Vietato distrarsi: calda è l’attesa per la partita… e si gioca con l’Ucraina.

Lippi santo

27 Giugno 2006 4 commenti

Sottoscrivo in pieno l’editoriale del quotidiano tedesco Der Spiegel che paragona i calciatori italiani a tipi da spiaggia capaci di vincere solo con i trucchetti.
Il titolo del pezzo è emblematico “Italiani, i soliti parassiti“. Il sottotitolo lo è ancor di più: “Mammoni, viscidi e perennemente stanchi, non andrete lontano”.

Io però, al contrario, credo che “i nostri” vinceranno il mondiale. Lo dico con immenso dolore.
Sarà così: Buffon miglior portiere, Cannavaro miglior difensore, Lippi santo. Poi voglio vedere se qualcuno ha il coraggio di punirli.

Ps volevo mettere una foto attinente al tema. Niente, non trovo nulla. Un pallone no, banale. La maglietta azzura lo stesso. La bandiera manco a dirlo.
Cosa potrei mettere? Vediamo…
Ah ecco: le tette della D’Amico, le uniche due cose veramente MONDIALI!

La battaglia delle 3

26 Giugno 2006 2 commenti


Ogni sera è una lotta tra me e loro: le zanzare.
La mia stanza rossa è diventata ormai a pois per via delle giornalate sbatacchiate vicino al muro. Per la verità anche il giornale, che da tre notti mi fa da arma, è diventato illeggibile per via delle chiazze di animali morti sugli articoli.
Il tormento inizia sempre intorno alle 3.

La battaglia, da troppe notti, ha un solo sconfitto: io. Gli insetti inutilidelcazzo stravincono e pungono.
L’altra notte una dispettosa zanzara neanche tanto grossa si è avvicinata al mio orecchio. Da solo, come un deficiente, mi sono tirato uno schiaffo senza tuttavia ottenere il successo sperato.
Stanotte, dopo un ennesimo raid a base di giornale, quando credevo di aver avuto la meglio, una mi ha pizzicato sotto alla pianta del piede sinistro. Il tutto è ancor più ridicolo e assurdo in quanto, le piante dei miei piedi erano le uniche a non essere state coperte di Autan, una pozione magica gentilmente avuta in dono dalla mia farmacista.

Basta, voglio dormire.

Manie di grandezza

22 Giugno 2006 4 commenti


Vabbe’, soffro un po’ di protagonismo. Lo ammetto.
Questa volta però ho voluto prendermi delle responsabilità per una causa (secondo me) giusta. Era mio dovere, credo.
Allora ho preso carta e penna (non è vero, ho scritto col portatile) e ho inviato il tutto ad un giornale locale molto letto in tutta la provincia.

Il giornale ha pubblicato il mio scritto con un titolo a sei colonne. Pagina 7 de “Il Sannio quotidiano” n. 171 del 22 giugno 2006.
Il giornale e il suo direttore sono anni luce lontani da me e dalle mie cattive convinzioni politicosociali: me ne frego!!! (diveva qualcuno).

Ecco spiegato, quindi, anche il turbamento del post precedente.

PS
Ai più non interesserà minimamente la mia lettera. In particolar modo a coloro che non abitano la provincia di Benevento.
Per solidarietà nei miei confronti e nei confronti del valoroso popolo sannita, ve la sorbite lo stesso.
Eccola.

LA LETTERA Un cittadino della Valfortore lancia l’appello a fare chiarezza sulla questione

Eolico: c?è qualcuno che sa dirci qualcosa?

“Siamo schiavi pensando di essere padroni”
Hans Georg Gadamer

La poca informazione è il tratto essenziale (e forse emblematico) della vicenda legata alle nuove installazioni di torri eoliche nei territori dell?Alto Fortore.
Abitiamo un?area che dovrebbe andar fiera per l?energia pulita che produce. Invece siamo qui a ?protestare? per le nuove pale in una vicenda che, a volte, ha del ridicolo.
Produciamo circa 200 Mw di potenza da fonte eolica. A breve ne produrremo altrettanta e forse non ci fermeremo più. Continueremo a produrre fino a raggiungere gli obiettivi, mai messi per iscritto, della Regione Campania. Continueremo a farlo noi Val Fortore, perché questo sembra essere l?unico sviluppo possibile per un?area interna come la nostra. Amen.
Contrariamente ad ogni logica valida per questo tipo di impianti, nel Fortore, di tutta l?energia generata non resta un bel niente. O meglio, resta qualche cosina nelle casse dei comuni e qualche posticino di lavoro. Poco, troppo poco rispetto ai grandi utili delle società.
Alla luce di tutto questo credo sia necessario pretendere delle risposte da parte degli esponenti della politica locale e provinciale.
In questa vicenda i rappresentanti delle istituzioni non sono stati capaci di programmare uno sviluppo ragionato. In sostanza non hanno esercitato uno dei compiti per cui sono stati delegati da noi, dagli elettori. Sindaci, assessori e presidenti, si sono trasformati da responsabili del territorio a perfetti esecutori. Una politica che non decide, drogata dagli interessi economici delle società private, è una politica che non gode di buona salute.
Tutti fuggono davanti alle richieste di chiarimento. Nessun sindaco, nessun esponente degli enti sovracomunali e, ancora, nessun deputato, ha il coraggio di esprimersi sulla ?questione eolica?. Per non parlare delle carte che nessuno ti fa vedere. Non mi sembra sia questo il metodo migliore per amministrare la cosa pubblica.
Le amministrazioni coinvolte, le istituzioni come la Provincia e la Regione, oltretutto, si guardano bene dal rilasciare dichiarazioni alla stampa o altro. E? come se celassero qualcosa. Eppure, ogni giorno tutti intervengono su tutto: rifiuti, acqua, deleghe, agricoltura, viabilità, sviluppo ecc. ecc. Per non parlare di convegni e conferenze su argomenti vari il più delle volte poco interessanti e poco esplicativi.
Per la verità la Provincia di Benevento sembrava essersi accorta di qualcosa che non ?girava? nel verso giusto. Aveva anche firmato un protocollo d?intesa con l?assessorato alle attività produttive della Regione Campania che bloccava le installazioni in via di autorizzazione e, nel contempo, provvedeva ad istituire un tavolo tecnico di concertazione.
Risultato? Le autorizzazioni sono state rilasciate senza alcun dubbio dei sindaci (alcuni di loro hanno anche accelerato i tempi portando le firme dei cittadini. Da me non è venuto nessuno). A cose fatte è arrivata la genialata della Provincia che ha convocato il tavolo. A cosa serva oggi quel tavolo qualcuno lo deve pur spiegare. Così come ci devono spiegare a cosa serve il tanto decantato Piano Energetico provinciale se non è tenuto in considerazione dall?ente regionale.
Dall?ente provinciale arriva solo la voce dell?accorto assessore Giorgio Nista che, inascoltato, continua ad esortare le comunità locali e i sindaci ad interrogarsi sul ?per chi girano? le pale eoliche dei loro comuni.
Il sapore amaro resta. Resta anche perché sembra siano pochi coloro che hanno compreso per intero la dimensione del problema. Altre pale eoliche (più grandi di quelle esistenti) saranno installate. Ancora una volta né i cittadini, né le istituzioni e né le aziende locali faranno uso di questa energia.
Di questi tempi, forse, è più facile continuare a credere all?idea di sviluppo e al facile guadagno. Magari, quando ci renderemo conto che in realtà si è agito nell?interesse di pochi sarà già troppo tardi. Per adesso è meglio far credere di essere i padroni mentre, in realtà, siamo e resteremo soltanto servi.

Rocco Cirocco
cittadino

Con un foglio sulla scrivania

20 Giugno 2006 2 commenti


Che faccio? Lo faccio o non lo faccio?
Va beh, lo faccio. E se poi mi trovo nei pasticci? Allora non lo faccio. Deciso.
No no, lo devo fare. E un mio dovere intervenire. Se non lo faccio io…
Dai, quattro righe, le cose essenziali. Senza polemiche e senza niente. Solo la mia opinione.
Allora si, lo faccio.
….
E se poi scateno il finimondo? No, allora niente. Facciamo che è stato un momento di forte sdegno che è già andato via. Non se ne fa niente. Deciso.
….
Però, era una buona occasione. Magari lo faccio e scrivo qualcosa meno forte. Un pensiero riformista, tanto è di moda.
Allora facciamo così: ci provo. Dai, quattro righe dolci dolci. Vai.
….
Niente, lo sapevo. Non ci riesco. Allora non scrivo niente. Basta.
….
O si? Ma si, chi se ne fotte…

Far finta di scandalizzarsi

19 Giugno 2006 Commenti chiusi

“E’ mai possibile o porco di un cane
che le avventure in codesto reame
debban risolversi tutte con grandi puttane,
anche sul prezzo c’è poi da ridire
ben mi ricordo che pria di partire
v’eran tariffe inferiori alle tremila lire”

Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers – F.de Andrè

Beh, le avventure di casa Savoia non sono delle più felici.
Per loro abbiamo cambiato la Costituzione. Si sa, loro sono così. Gli dai un dito e si prendono la mano, poi il braccio fino ad agguantarti per intero. Sono cittadini normali ma si credono potentissimi e, soprattutto, credono di essere esonerati da ogni responsabilità.
Ostentare è la loro missione terrena.

Poi c’è tutta quella gentaglia e qualche “personalità” pubblica compromessa e chiacchierata.
E poi puttanelle disposte a tutto pur di essere qualcosa. Che so, velina, soubrette, opinionista, fidanzata di.
Infine ci siamo noi che continuiamo a far finta di scandalizzarci.

Pensa se avesse vinto la monarchia…

Ecco

15 Giugno 2006 3 commenti


Ecco l’unico motivo per guardare i mondiali in tv.

Capitano cose

14 Giugno 2006 1 commento


Capitano cose che mentre le vivi pensi già a come scriverle. Ieri, in un sontuoso palazzo della Benevento bene, sono andato a riscuotere la mia assicurazione in scadenza. Pochi euro di guadagno ma il capitale è intatto. Entro e un distinto signore mi guarda con superficialità.
Dico: “ho un’assicurazione in scadenza e vorrei sapere che opportunità ci sono”. Le mie parole trasformano, in un attimo, l’uomo. Noto un ghigno irriverente nella sua faccia paffuta. Nel frattempo ci raggiunge un altro personaggio con signora a seguito. Anche loro, forse, attirati dalle mie intenzioni.

I due sfogliano le mie carte e all’unisono: “lei è proprio fortunato, venga su con noi a discutere della sua fantastica e unica opportunità”. Mi fanno salire le scale e mi portano in delle stanze bellissime. Le vetrate danno su un cortile, le pareti sono in pietra a vista. A terra cotto, alle pareti quadri e mobili antichi. Bellissimo.
Mi siedo, uno si mette al mio fianco la segretaria è in piedi, l’altro, quello che mi ha accolto all’entrata, è su una poltrona che sembra un trono.
Iniziano a parlare della mia fortuna, mi dicono di rinvestire il gruzzoletto e fanno ampi gesti con le mani quando gli indici vanno su. Sono immobili, invece, quando parlano di possibilità di mancato guadagno. Sono minime e quasi inesistenti però. Mi dicono che il capitale non me lo toccherà nessuno e che si tratta solo di un altro annetto ancora. Poi posso riprendermi quello che mi spetta. Se lo faccio oggi, cioè a tre anni dall’investimento, non guadagno quasi niente. In più ci sono le tasse. E continuano a dire che è solo grazie a quel contratto, al mio contratto. Quel pezzo di carta firmato tre anni fa mi trasformerà in un piccolo Ricucci.

Penso a qualche domanda sensata dato che non sto capendo un cazzo delle cose che dicono. Ne faccio una: “se, per caso, decido di aggiungere al capitale qualcosina, che succede?” La risposta è ovvia e, credo, anche il loro primo pensiero: “è arrivato un altro pollo stamattina”. Loro riprendono a parlare e continuano per mezz’ora. Io faccio solo cenni di adesione.
Poi decido che è ora di smettere. Dico: “non so. Volendo semplicemente riprendere il tutto, cosa devo fare?“. Con un certo dispiacere mi dicono che bisogna firmare qualcosa e comunicare il numero di conto corrente.
“Solo!”, dico io. Però poi aggiungono “ci pensi bene, non deve decidere oggi. Si prenda un paio di giorni per riflettere, noi siamo sempre qui a sua disposizione, tutti i giorni”. “Si ? dico io ? è giusto quello che dice. Ci rifletto e in settimana torno”.
Lascio i due nella stanza. La segretaria mi accompagna all’uscita. Oggi vado a ritirare i soldi.

Della vacanza

13 Giugno 2006 1 commento

E’ lontana dall’Italia e si raggiunge via mare dopo quattro ore di naveveloce. Una parte di costa è dei ricchi e degli stupidi che vanno a vedere i loro lussi. Un’altra ha poco a che fare con lo sfoggio di denaro, di yacht, di ville e locali che puzzano di gossip. Di vita buona per le riviste patinate, quelle che le donne sfogliano quando aspettano il turno dall’estetista.

L’altra parte, la più bella, ha ancora con se un bene prezioso: la NATURA.
Ed è bello camminare in mezzo alle montagne senza tralicci, senza paleeolichedelcazzo, tra vegetazione bassa con il sottofondo del mare. E sotto i piedi terra arida, buona solo a fare paesaggio. E giù quel mare, azzurro, verde e blu che sembra una piscina. A te tocca solo scegliere la caletta. La sabbia è paradiso. Carasau, pecorino e vino buono. E gente che, a ragione, appartiene prima a quell’isola e poi al mondo intero.

Anch’io

12 Giugno 2006 Commenti chiusi


Lo hanno già scritto in molti. Aggiungo solo mio nome. Forza Ghana per mille buoni motivi, eccoli:
perché sono neri
perché non sono della Gea
perché non comprano le partite
perché sono poveri
perché sono deboli
perché non sposano le veline, anche perché non hanno le veline
perché il mondiale, per loro, è l’ultima cosa
perché se vincono godo
perché in Ghana non ci sono giornalisti coglioni (forse non ci sono proprio giornalisti)
perché quest’anno è così
perché odio il calcio moderno
perché Lippi mi è antipatico
perché la Rai è una delusione
perché Ilaria D?Amico è troppo bbbona (non c?entra, ma questa è sempre una buona ragione,)
perché gli italiani non sono mai undici Gattuso
perché la pubblicità della 3 è odiosa
perché che me ne frega del calcio
perché papà ha messo Sky
perché il calcio è brutto
un po’ perché è di moda tifare contro
perché è da tempo che lo dico
perché finalmente lo posso fare
perché i giocatori italiani quando perdono hanno sempre la scusa pronta
perché lo scandalo calcio
perché tutti gli indagati sono fiduciosi
perché c’è sempre la formazione ufficiosa
perché Nesta sembra una femminuccia
perché Moggi diceva “tutti tranne che Zeman”
….