Archivio

Archivio Settembre 2006

70 anni

29 Settembre 2006 Commenti chiusi

Oggi compie settant’anni. Un suo fedele ha trovato un modo “originale” per fare gli auguri. Cito a memoria: “auguri per i tuoi secondi trentacinque anni. Anche se ne dimostri ancora solo i primi”. Il tutto, chiaramente, è stato enunciato con la linga pensolante.

Ps ricordatevi il post, questo è l’ultimo appello.

Riferimenti: Scrivete gente, scrivete – ultimo appello

Senza commento

28 Settembre 2006 1 commento


Questo è un post senza commento. C’è solo la foto o meglio un manifesto. Lo metto perchè mi sembra bellissimo.

Ps il post precedente, invece, è tutto da commentare. Andate a fare un giro. Si può accedere direttamente da qui. Sotto, basta cliccare.
Riferimenti: Scrivete gente, scrivete – post precedente

Scrivete gente, scrivete

27 Settembre 2006 7 commenti

Cahiers de doléance è un concetto che mi piace. Lo vorrei usare anche in un mio articolo. Magari. Per ora posso solo azzardare qui, sul blog, un ipotetico pezzo, un’ipotetica raccolte di lagnanze e di richieste. Un ipotetico cahiers de doléance, appunto.
Questa società ci vuole come il das, plasmabili all’altrui piacimento. E questo pensiero, credo, sia condivisibile ai più che si ritrovano in questo posto. Lo condividono, forse, anche quei naviganti maledetti che passano senza lasciare traccia.

Ho in mente un possibile cahiers de doléance da fare tutti insieme. Qui, subito.
Scrivete gente, scrivete.

Ci vuole uno bravo

25 Settembre 2006 Commenti chiusi

La voglia di verità dovrebbe spingere l’anima della gente a chiedere e pretendere. Un altro mondo è forse impossibile ma uno migliore è necessario. Io, nella veste di soggetto messo lì a fare il giornalista, dovrei apportare il mio piccolo contributo. Non lo faccio. Ci sono cose da fare, da conosce e da ricercare. In fondo questo è il mio mestiere. Non ci riesco, non sono capace.

C’è una storia che potrebbe partire da una lettera. Una volta, quando ero viaggiatore, scrissi alla Valle Caudina (oggi Metropolitana Nord-Est, perchè qui, noi, siamo nordest). Mi lamentavo dello schifo dei treni. Il presidente mi rispose. Disse che erano pronte carrozze nuove e moderne e che erano state progettate anche nuove tratte. Oggi sono andato alla stazione. Ci sono ancora i treni che prendevo io. E’ cambiato solo il nome.

C’è un’altra storia che parla di rifiuti. Storia brutta. C’era un impianto che doveva servire per una parte della provincia, della mia provincia. Si tratta di compostaggio e cioè di ricavare concime da rifiuti attraverso un processo naturale, pulito e utile. I rifiuti umidi si trasformano in economia, in ricchezza non solo ambientale. In questa storia c’è un altro elemento: l’emergenza. Tutto è pronto, tutto può funzionare. Mancano solo i rifiuti. A noi mai nessuno ci ha detto come si fa la raccolta differenziata.
In Campania non c’è più un buco da utilizzare per le discariche e non possiamo permetterci di tenere fermo un impianto di questo genere. E-m-e-r-g-e-n-z-a. Quell’impianto si apre ma la roba per il funzianamento, i rifiuti, non sarà la nostra. Noi non siamo pronti.

Ci vuole un bravo giornalista. Uno con due palle così. Io torno al bando della Regione Campania. Devo consegnare il pezzo che parla di quest’altra misura che di sicuro creerà altro sviluppo.

Reengineering

22 Settembre 2006 Commenti chiusi

Non ha senso aprire un blog senza poi scriverci niente. Io però ho ceduto a questa moda e sono qui a scrivere cose che neanche vorrei scrivere. Succede sempre così quando fai le cose senza convinzione e senza prospettive. Costruire una vita, un futuro vuol dire anche programmare. Io non pianifico da un po’ e credo sia necessario ricominciare. Al master ci fu una lezione sul reengineering dei processi. Reengineering cioè riorganizzare. Già solo la parola fa il suo bell’effetto: reengineering, reengineering ? ancora ? reengineering… me la ripetevo la sera tornando a casa.

Non riesco a capire cosa ispiri una persona a mettere on-line le proprie sensazioni, le proprie storie, le fantasie e le fesserie varie. Eppure eccomi qua a scrivere ancora. Mi sforzo, fatico a trovare argomenti ma questo posto non mi piace più come una volta. Ho meno tempo a disposizione e, forse, meno fantasia rispetto ai bei tempi andati. A volte vorrei cambiare o almeno definire meglio questo spazio. Vorrei scegliere un argomento e parlare solo di quello. Ancora non ho trovato una soluzione e forse non la troverò mai. Spero solo di capire in fretta che fare. Reengineering, reengineering ? ancora ? reengineering…

Esco

20 Settembre 2006 Commenti chiusi

Cose nuove. C’è urgente bisogno di novità.

Scrivere sempre di economia, questo ha detto così e quello ha risposto colà, non soddisfa le esigenze di qualsiasi comune mortale mediamente intelligente. Io che mortale lo sono, intelligente pure ma comune e qualsiasi no, non sono immune ad un’esigenza di “altro”. L’altro, la voglia di evasione, di fuga, di distacco quasi esplode. Il blog è uno sfogo quasi quotidiano. Lo scrivere qui è un bel modo di ovviare alla quotidianità. Questo posto ha una sua funzione tamponatoria, come il tampax in quei giorni lì.

Tamponare non basta più. Esco, vado a prendere un caffè.

Stamattina 18 settembre

18 Settembre 2006 5 commenti

Giorni incerti che arrivano quando una stagione finisce. Un’alternativa ha sempre un’alternativa dentro se stessa. Una minoranza ha sempre all’interno almeno un’altra piccola parte. Aspetta e intanto continuo a sopportare il quotidiano. Arriverà prima o poi una svolta, lo dico da anni.

Passa il tempo ed è bello sconfiggere le incertezze e addormentarsi bene la sera. Passa il tempo ed è già tanto se riesci a scegliere il domani. C’è luce buona all’orizzonte. Magari cambierà. E’ un’intenzione. Di buone intenzioni è lastricato l’inferno, diceva. Io l’ho riletto ieri sera: “una buona intenzione è un polline che non fiorisce mai ma profuma l’aria”.

Posti

13 Settembre 2006 1 commento

Hanno mandato Gianni Riotta al Tg1. Si è liberato quindi il posto al Corriere della Sera. Mi hanno appena chiamato e m’hanno fatto la proposta. Devo valutare.

Dovrei lasciare questo posto qui, questo stipendio qui e questa sede qui. Andrei in quel posto là e non avrei più tempo per postare qua. E poi al Denaro (senza denaro) chi prenderà il mio posto? No, non posso. Devo continuare a prenderla in quel posto.
Lavorare, lavorare. Bisogna continuare a lavorare.

Soletta pubblicitaria

12 Settembre 2006 1 commento


Ho fatto un comunicato stampa per un locale del mio paese che partecipa al Pizzafest di Napoli. Fanno pizza buona e poi sono amici.
Pensavo che la cosa poteva interessare la stampa del posto. Invece il mio comunicato stampa è girato poco. Sarà, forse il pezzo è stato poco “appetitoso”, tanto per restare nel tema. Oppure sono io che non mi rassegno al fatto che c’è solo spazio per le puttanate dei sindaci, degli assessori, e per le persone per bene che fanno cose di chiesa.

Dovremmo invece cominciare ad apprezzare le piccole cose. Qui, in Campania e specialmente in un’area dimenticata come la mia. Tutto questo, però, non ha niente a che fare con la buona pizza.

Lascio sul blog il mio pezzo e invito tutti coloro che passano per Napoli a far visita allo stand 17 della Mostra d’Oltremare. Una buona pizza vi aspetta. Per i setto/otto accaniti lettori del blog c’è una possibilità in più. Allo stand del locale fate il mio nome. Pagherete lo stesso, non riceverete niente gratis ma la pizza sarà ancor più gustosa.

Ps nella foto il pizzaiolo ed il patron del locale

COMUNICATO STAMPA
LA PIZZERIA AL BORGO AL PIZZAFEST 2006

C?è anche un pezzo di Sannio al Pizzafest 2006. Il ristornate pizzeria Al Borgo di Molinara sarà presente alla Mostra d?Oltremare di Napoli all?undicesima edizione del Pizzafest, la manifestazione organizzata dall?Associazione Verace Pizza Napoletana. La kermesse gastronomica ha già aperto le porte ai visitatori il 7 settembre. Alla Pizzeria Al Borgo è stato riservato il secondo turno che inizia il giorno 12 settembre e dura fino al 17 settembre, giorno conclusivo della festa.

Il Pizzafest è oramai un appuntamento fisso per i turisti italiani ed internazionali che arrivano nella città ?capitale della pizza? alle pendici del Vesuvio. Tra le migliori pizzerie napoletane presenti alla rassegna, quest?anno ci sarà anche la pizzeria Al Borgo. L?attività di Rocco Matteo, patron del ristorante, inizia negli anni ottanta. Il primo maggio del 1995 il locale cambia denominazione e si trasferisce nel borgo antico da cui prende anche il nome. Alla tradizionale qualità e convenienza si aggiunge la suggestiva atmosfera del ritrovarsi in uno scenario unico tra le antiche abitazioni della piccola cittadina sannita. Cinque anni fa il riconoscimento ?Vera Pizza? dell?Associazione Verace Pizza Napoletana con tanto di insegna fuori dal locale. ?Molte sono state le prove da superare per ottenere questo titolo e molte sono le regole da rispettare per offrire la pizza alta, soffice, cotta rigorosamente nel forno a legna e lavorata secondo le antiche tradizioni napoletane. L?appuntamento di Napoli ? continua il patron del locale ? segna una tappa importante nella nostra storia, felici di far conoscere ad una platea vasta e di sicuro interessata un piccolo pezzo della provincia sannita?.

Per il Pizzafest è già al lavoro lo staff del locale capeggiato dal pizzaiolo Antony Seneca. 15 sono le persone impegnate, tutte di Molinara. La Pizzeria Al Borgo ha partecipato anche al ?Concorso internazionale per il miglior pizzaiolo?. ?Abbiamo sfidato i pizzaioli nel concorso all?interno della manifestazione consapevoli ? dice Antony Seneca ? dello svantaggio dovuto alla provenienza da una zona che non ha questa tipicità. Nonostante questo abbiamo fatto una bella figura?. Il patron del locale in provincia di Benevento, il solo proveniente dalla provincia sannita, è visibilmente soddisfatto per l?esordio in terra partenopea. ?Siamo penalizzati dal fatto di essere poco conosciuti a Napoli visto che siamo l?unica pizzeria ?straniera?. Essere presenti ad una manifestazione del genere ? dice il patron Matteo ? per noi è un?importante novità. Portiamo con noi il nome di Benevento e del Sannio e questa è una responsabilità che noi accogliamo volentieri. Lo sviluppo di una terra passa anche per questo tipo di manifestazioni. La nostra è un?area marginale, interna e spesso fuori dai grandi giri economici e culturali. Abbiamo grandi potenzialità e sappiamo fare le cose bene. Spero che il Pizzafest possa servire a far conoscere il Sannio e le sue cose buone. Tutto questo ? conclude Rocco Matteo ? al di là dei riconoscimenti ottenuti dal locale?.

Per chi fra il 13 e il 17 di settembre è di passaggio per Napoli o per chi vuole passare una giornata piacevole è consigliato andare al Pizzafest allo stand numero 17 della Pizzeria Al Borgo. C?è una buona pizza che vi aspetta e, statene certi, ne vale la pena.

Performance di vita quotidiana

7 Settembre 2006 Commenti chiusi


Si esce la sera e capitano cose strane. Senza accorgersi di niente, puoi pure ritrovarti nel mezzo di una “performance teatrale“. Se ci pensi bene, se interpreti a fondo, se riporti tutto ad una dimensione razionale, è la tua storia rappresentata da un artista pazzo e scellerato, magari con i capelli sconvolti. Te ne accorgi dopo, a freddo, quando tutto è già passato.

Arte moderna, si chiama. Non polpettoni alla shakespearebeckettetuttiquestiqui.
Nella mia città (che poi non è mia perché io abito in provincia) l’altra sera, in un bel giardino pubblico, una ventina di giovani attori si dimenavano con strani movimenti in un piccolo spazio. Vestiti con maschere ed abiti strani facevano gesti assurdi e buffi accerchiati dalla platea di spettatori che limitava il loro trasporto senza senso.

“Teatro sperimentale” si diceva là, in quel luogo che ai miei occhi aveva un sapore irreale e comico. Brutto. Non sapevo se ridere o preoccuparmi per quell’idiozia in movimento. Pensavo al regista dell’opera (se esiste). Pensavo al testo (se esiste). E pensavo a me. Immaginavo, tanto per rimanere nel surreale, un tipo che veniva verso di me a chiedere di partecipare, di esser anche io “attore”. Pensavo che è un po’ quello che mi capita ogni giorno quando mi chiedono di interpretare il ruolo di giornalista. Poi sono andato via perché l’ingresso non prevedeva il biglietto e quando è così, quando non hai pagato, puoi alzare le chiappe e andar via quando vuoi.