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Archivio Ottobre 2006

Mandi

26 Ottobre 2006 6 commenti

Mandi significa ciao in friulano. A Benevento un imprenditore friulano ha aperto il suo centro commerciale. E’ il secondo della città. Si chiama “I sanniti” e il nome è un’offesa.

La normalità è consumare. Ci sono luoghi, questi luoghi, dove i desideri si realizzano. Magari a rate, poco alla volta. C’è anche una piccola minoranza che non si adegua. Piccola, quasi nulla.
Io, sbagliando, considero il centro commerciale una realizzazione artificiale tipica dell’epoca contemporanea. Voi criticatemi ma, per favore, non scomodate accuse ingombranti e al solito distruttive. Soprattutto non scomodate la mia attitudine a difendere un filo-socialismo che non esiste più.

A me questi (non)luoghi interessano. Mi incuriosiscono così tanto che già ho fatto la mia visita. Sono andato per capire il mondo in cui viviamo, come è cambiato e continua a cambiare. Un centro commerciale è un evento. Si va e si osserva. Si capisce che l’identità moderna ha un disperato bisogno di questi luoghi.

Le città, le strade, i quartieri dove viviamo si stanno polverizzando. C’è spazio solo per i colori forti, le megastrutture, i carrelli della spesa rossi (sarà perché c’è la Coop). Messo così è tutto troppo bello.
Un centro commerciale può rendere felici, basta poco, basta un imprenditore che dice ciao.

Lo spazio del nonluogo libera colui che vi penetra
dalle sue determinazioni abituali.
Egli è solo ciò che fa o che vive
come passeggero, cliente, guidatore (…)
Oggetto di una blanda possessione alla quale si abbandona
con maggiore o minor voglia e convinzione,
come qualunque posseduto egli gusta per un po’
le gioie passive della disidentificazione
e il piacere più attivo di recitare una parte.

M. Augè

Evviva la terza età, oilì oilà

23 Ottobre 2006 4 commenti

Cos’è un viaggio? Ogni viaggio è un esperienza che serve a conoscere ed a cogliere il bello e il brutto di ogni luogo. Banalità. Viaggio è andare in gita con gli anziani, trasformarsi in uno di loro e cantare: i reumi e le artriti per noi sono cose miti. Evviva la terza età, oilì oilà.

Tema: Visita al Senato della Repubblica con l’associazione anziani del mio paese. Le tue impressioni. Svolgimento.

Partiamo dalla piazza del paese alle ore 5 (cinque). Direzione Roma capitale. Quarantasei viaggiatori, quattro sono giovani (l’1,8 per cento). Il ringraziamento della capogruppo alla vergine del cammino è d’obbligo. Cinque (5) ore di viaggio quando di norma ce e vogliono solo 2 e mezzo. La vergine doveva essersi distratta (o dormiva ancora).

Arrivati a Roma capitale si fa tappa a Castel Sant’Angelo. Una guida ci fa vedere tutto. Tutto. All’una circa si riprende l’autobus che ci porterà a ristorante. Si va sulla Via Aurelia, da tutt’altra parte. Due ore di traffico. Colpa nostra: non avevamo avvisato la vergine del cammino.

Pranzo luculliano. Difficile ripartire. Si riprende il pullman che ci riporta praticamente nella stessa zona dell’arrivo. La comitiva di anziani (con l’1,8 per cento di giovani) scende e si sparpaglia lungo le rive del Tevere. Un lungo lavoro di squadra riesce a ricomporre il gruppone. Si pianifica una strategia di avanzamento verso Palazzo Madama. 2 giovani (lo 0,9 per cento dell’intera compagnia) guidano la fila, a seguire gli arzilli anziani e, a chiudere, altri due giovanotti. La fila si allunga durante il percorso. E’ come quando inizia una salita al Giro d’Italia. Chi non ha le condizioni fisiche migliori arranca e resta dietro. Ognuno, comunque, è seguito a vista.

Si arriva al Senato. I commessi, data l’evidente inettitudine dei visitatori a comettere atti terroristici, affrettano le pratiche d’ingresso. La capogruppo deve riconoscere i suoi compagni di viaggio. Spiegano anche che è una formalità. La capogruppo, ligia al dovere, ad ogni passaggio di uomo o donna della compagnia recita testuale: “si, lo/la conosco, è del nostro gruppo”. Questo 46 volte.

Dopo breve visita a Piazza Navona, si riparte verso il pullman con la stesa disposizione tattica dell’andata. Molti entrano nei negozi o si fermano senza motivo. E questo che apparentemente non dovrebbe destare problemi si rivela un vero e proprio dramma. All’uscita dalle botteghe i mitici anziani, spaesati e smarriti, prendono vie totalmente diverse da quelle necessarie al raggiungimento del pullman. Riprenderli è una faticaccia.

Si ritorna a casa. E’ tardi e la capogruppo non rivolge il suo pensiero alla vergine del cammino (magari dorme già). Questa mancanza comporta altre due ore e mezzo di traffico.

Nomi

16 Ottobre 2006 Commenti chiusi


Gomorra è inchiesta. E’ anche un delizioso, puro e sublime esempio di racconto. Roberto Saviano è solo.

Nel libro ci sono nomi. Non ipotesi o congetture. Nomi. Corrispondono a uomini, a sistemi.
Lui ha avuto il coraggio di farli. Noi queste cose le conosciamo ma non le sappiamo raccontare. Non tocca a noi. Noi possiamo solo vergognarci per la monnezza nelle strade, per il commerciante che paga il pizzo e per quel politico chiacchierato. Pero c’è chi potrebbe (potrebbe) fare qualcosa. Chi non deve saper raccontare e non deve saper scrivere. Chi semplicemente deve fare il suo lavoro e deve fare in modo che quel racconto sia fantasia. Sia solo il saper inventare di un bravo ideatore di storie, di brutte storie.


Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero.

p.p.p.

Il mio futuro? Lo decidete voi/2

12 Ottobre 2006 3 commenti

Ancora sondaggi.
Rocco Cirocco vuole praticare uno sport. Ha messo su un po’ di chili. Deve dimagrire anche perché non riesce più a fare le scale di casa. Quale sport, tra quelli di seguito elencati, consigliereste?
a) piscina (perchè deve perfezionare il suo perfetto stile libero. Che poi è l’unico stile che sa fare)
b) golf (perchè ha conoscenze nella borghesia cittadina: il Rotary club di Benevento)
c) mette l’ascensore

Il mio futuro? Lo decidete voi

6 Ottobre 2006 6 commenti

Ho deciso. La mia vita futura sarà determinata da voi lettori del blog. Quello che sarà di me lo deciderete voi. Come? Ve lo spiego subito.

Quella che viviamo è l’epoca dei sondaggi. Numeri, cifre, analisi e ricerche di mercato servono a costruire programmi o modi di fare. Ad aggiustare il tiro, insomma.

Preparerò alcune domande a risposta secca. E’ possibile scegliere una sola opzione.

Ecco la prima:
Rocco Cirocco sa fare molte cose bene. Non eccelle in nessuna. Il suo Curriculum Vitae è variegato. Molte le esperienze fatte, alcune attività sono state intraprese e successivamente abbandonate. Il mercato del lavoro richiede specializzazione. Secondo voi, popolo de “il mio blog”, in quale settore è consigliabile acquisire maggiore competenza tra le attività sotto elencate?

A) scopacapelli nella barberia del padre;

B) similgiornalista specializzato nel rendere leggibili i comunicati stampa che arrivano da enti pubblici / associazioni / imprese / partiti e/o movimenti politici;

C) politica (tanto la fa pure Buttiglione?);

I vampiri (ovvero quando uno non ha un c…o da scrivere)

5 Ottobre 2006 5 commenti

Nel bar entra un gruppo di vampiri. Il barista: “volete una menta all’arancio? O una menta al cioccolato? Oppure una menta al limone?

I vampiri: Buon sangue, non mente.

Ho scoperto il jazz

3 Ottobre 2006 2 commenti

Ho scoperto un nuovo modo di viaggiare lento, dolce e rilassante attraverso la musica. Mi spiego. Ho scoperto il jazz. Mi spiego. Sto ascoltando in macchina, durante il lungo viaggio mattutino che mi porta a lavoro, i cd allegati all’Espresso. Ella Fitzgerald.

Sono stato attratto dal cofanetto allegato al giornale. Dieci uscite, tutte con doppio cd e una storia a fumetti. La spesa supera i 120 euro ma non te ne accorgi. Escono a poco a poco.

Ma non è tutto. E’ caduto un muro. Piccolo a confronto di un altro ben più possente. E’ stato superato un ennesimo tabù. Poco a confronto di altre scelte da me fatte in passato (il cellulare ad esempio): prima di oggi non ascoltavo cd in macchina. Solo radio. Certa musica va ascoltata a casa.

Ma l’ascolto del jazz ha una virtù: non fa correre. Molti i lati positivi. Alza il livello intellettuale (vuoi mettere se qualcuna entra in macchina e sente quelle note…), sublima il mio esigente udito, abbassa la probabilità di incidenti e annulla l’eventualità di raddrizzare le curve.